Visualizzazione post con etichetta extracomunitari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta extracomunitari. Mostra tutti i post

sabato 2 luglio 2011

Essere Paolo Nori, introdurre Giuseppe Faso, contro le parole parassite


Uno stralcio di Essere, l’introduzione che Paolo Nori ha scritto al libro di Giuseppe Faso, Lessico del razzismo democratico. Le parole che escludono (Derive Approdi):


[…] La prima volta che sono andato in Russia, nel 1991, io il russo non l’avevo mai parlato, con dei russi, l’avevo solo studiato sulle grammatiche e su qualche testo classico, come la Donna di picche, di Puškin, che era il testo da preparare per la prova finale del primo anno e il cui inizio, Odna dy igrali v karty u konnogvardejca Narumova, Dolgaja zimnjaja no’ prošla nezametno eccetera eccetera, lo sapevo a memoria. E a memoria sapevo dei pezzi interi, per esempio quello in cui si diceva che Saint Germain mog raspolagat’ bol’šimi den’gami, poteva disporre di forti somme di denaro.

mercoledì 15 giugno 2011

Dagli "extracomunitari" ai "vandali", la barbarie delle parole sulle pagine dei giornali

A proposito di quanto detto sulla Carta di Roma, si riporta qui di seguito il testo di una lettera inviata alla redazione di Repubblica Napoli (non pubblicata). La lettera risale allo scorso anno. La questione, però, purtroppo è sempre attuale.

Gentili redattori,

mercoledì 2 giugno, a pagina VII di Repubblica Napoli, ho letto l’articolo In campo contro il razzismo, che annunciava un’imminente iniziativa multietnica del Coni provinciale, la quale ha lo scopo di «favorire l’integrazione e dare un calcio al razzismo». Sarebbe bene, però, combattere i pregiudizi etnici non solo sui campi di calcio, ma anche sulle pagine dei giornali, cominciando dalla scelta e dalle sfumature delle espressioni usate.

lunedì 13 giugno 2011

La Carta di Roma: il rispetto dei migranti, a parole e quindi a fatti

A giudicare dal linguaggio di buona parte dei giornali e siti di informazione (di qualsiasi gruppo e orientamento politico), le indicazioni contenute nella Carta di Roma non sono ancora padroneggiate (o conosciute?) da chi nel nostro Paese gestisce le notizie. Ad esempio, parole come immigrati, migranti, rifugiati, extracomunitari, clandestini vengono alternate con disinvoltura, inconsapevolezza, come se si trattasse di ovvi sinonimi o termini interscambiabili. Eppure, il Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti (meglio noto, appunto, come Carta di Roma) si è espresso chiaramente al riguardo.