Sulla Repubblica di oggi (p. 23) si parla dell’italiano «sfregiato» dagli studenti nei temi di maturità. Ecco un breve passo tratto dall’articolo (il giornalista sta commentando il risultato delle valutazioni Invalsi, elaborate in base alle indicazioni dell’Accademia della Crusca):
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giovedì 15 marzo 2012
mercoledì 8 febbraio 2012
Voltare pagina
Dalle ultime pagine del saggio di Zagrebelsky sulla lingua, sperando di voltare pagina:
Negli anni appena trascorsa è stata condotta vittoriosamente una battaglia semantica contro la dittatura del «politicamente corretto», accusato di conservatorismo, ipocrisia e perbenismo. I tabù linguistici sono tutti caduti. Perfino la bestemmia è stata «sdoganata» (Lingua Nostrae Aetatis) perché qualunque parola deve essere «contestualizzata» (LNAe). I contesti sono infiniti. Così ogni parola è infinitamente giustificabile. Il degrado è pervasivo, e ha contagiato anche chi non l’ha inaugurato e anzi, all’inizio, l’ha deplorato. Così, ci si è assuefatti. Ma il risultato non è stato una liberazione, ma un nuovo conformismo, alla rovescia.
Gustavo Zagrebelsky, Sulla lingua del tempo presente, 2010
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lunedì 6 febbraio 2012
Tu chiamale, se vuoi, come ti viene naturale
Provate a entrare in un bar di Roma e a chiedere un brasiliano. O, viceversa, un marocchino in un bar napoletano. Vi guarderanno, non capiranno, vi chiederanno di spiegarvi meglio. Eppure, in un caso o nell’altro, volete la stessa cosa: il caffè in vetro con l’abbondante schiuma di latte spruzzata di cacao in cima e una discreta dose di zucchero al fondo.
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lunedì 22 agosto 2011
La letteratura che va dove La Porta la lingua
Prendendo spunto dal libro di Igiaba Scego La mia casa è dove sono, sul Sole 24 ORE di ieri Filippo La Porta è tornato a parlare di “letteratura migrante”. È tornato, perché il critico più volte si è espresso sull’argomento, come nel recente saggio Meno letteratura, per favore!. In particolare sulla lingua degli scrittori migranti, La Porta è intervenuto nel 2007 a pordenonelegge.it, nell’ambito degli incontri ideati da Enzo Golino e riuniti sotto il titolo-domanda “Che lingua fa?”.
Di seguito riportiamo il resoconto dello specifico dibattito “La lingua dei migranti”(1), a cui, insieme con La Porta, hanno partecipato Amara Lakhous e Daniel Samba.
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